Scadenze: 770 e CU inviate? Assemblea Paisiello 64: convocazione inviata?

Mi sveglio di soprassalto. Sono madido di sudore, ho il fiatone e sento battere forte il cuore.

Lo sento nelle orecchie.

Lo sento nei polsi.

Lo sento nelle tempie.

Sono le quattro e mezzo di mattina. Il silenzio è assordante e non fa altro che amplificare i battiti che il mio “motore” vuole farmi sentire, quasi a ricordarmi che sono ancora “vivo”. Mi alzo cercando di non svegliare tutta la famiglia e vado in cucina alla ricerca di qualcosa che possa darmi un po’ di sollievo.

Acqua, voglio acqua fresca, anzi la voglio ghiacchiata. Acqua che possa lavare via, in un paio di sorsi, l’ansia che provo nel rielaborare l’incubo da cui sono appena uscito. Niente da fare, non è sufficiente a calmare la tachicardia e l’ansia con le quali convivo da qualche tempo, eppure le scadenze che ho sognato sono già tutte a posto.

Non riesco più a distinguere il sogno dalla realtà, anzi si, visto che ormai quest’ultima risulta essere più pesante e oppressiva del peggiore degli incubi che faccio. Mentre penso a come poter uscire da questa situazione, la luce accecante del sole di un’alba agostana mi colpisce ferendomi gli occhi.

Sono le cinque e cinque minuti. Mi soffermo sulla lancetta dei secondi che scandisce micro porzioni di vita che non potrò più avere indietro. Piango come un bambino che ha perso i genitori prematuramente. Mi sento solo, anzi no, sono solo, completamente e tristemente solo!

Ultima settimana di lavoro prima delle vacanze, penso. Un sorriso gelido mi si staglia in viso pensando che questo lavoro, noi amministratori di condominio, ce l’abbiamo dentro, si è insinuato sottopelle.

Altro che vacanze. Il tempo non lavorato lo passiamo a pensare a cosa ci siamo dimenticati di fare, alle prossime scadenze, all’ennesimo problema la cui soluzione non dipende da noi, ma del quale saremo certamente totalmente responsabili.

Millesimi, delibere, impugnazioni, consuntivi, preventivi, capitolati, norme e  adeguamenti hanno sostituito il linguaggio di quando facevamo parte della schiera della gente comune; viviamo pensando H24 al condominio con tutta l’ansia di questo mondo, con la paura che cada una tegola dal tetto, con il pensiero di ricordare al nostro braccio destro di ricordarci di ricordargli che deve fare qualcosa che non possiamo fare noi e, indovina un po’, la facciamo comunque noi.

Pensiamo al sig. Giacometti che vuole vedere le pezze giustificative e gli estratti conto ogni mese o alla signora Tilde che non sopporta la portinaia, rea solo di essere bionda. Forse non la sopporta perché è giovane o perché tutti la salutano ogni giorno mentre lei riceve solo critiche dal marito che è in pensione da ormai troppo tempo.

Che importa! In fin dei conti non serve una motivazione per chi vive in condominio e vuole adirarsi o contestare, basta un pretesto, una suggestione, un’interpretazione, un latrato di un cane o un cinguettio di un uccellino a far scattare intolleranza, ira e rancore. Noi stiamo in mezzo, barcamenandoci alla meglio nel vano tentativo di accontentare tutti e mantenere la gestione del condominio di turno. Tanto lo perderemo comunque.

Sono le sette e sono già in studio. Agosto è il mese più tragico per me perché capisco che, pur mettendoci tutta la buona volontà, pur recuperando un sacco di tempo non dovendo accompagnare i ragazzi a scuola, pur avendo meno rompiballe in giro che non farebbero altro che distrarmi, NON CE LA FACCIO. Non riesco a recuperare. Non riesco ad uscire dalle sabbie mobili. Non so da che parte incominciare per invertire la rotta. Sono stanco, stanco morto.

Forse ha ragione Marco, mio cognato. Dice che potrei provare a fare altro prima che mi venga un infarto o un ictus. E se avesse ragione? E se i malori che provo fossero dei campanelli d’allarme? Ma cosa cavolo mi metto a fare ora che tutto il mondo sta attraversando una crisi da paura. Il mondo è pieno di ragazzini che usano internet con la stessa facilità con cui taglio una fetta di pane, ed io dovrei buttarmi nel mondo abbandonando tutto quello che ho creato? Questi ragazzini sono pronti a massacrarmi a suon di tastiera del computer.

Oppure dovrei dare ragione a Susanna, la nostra vicina vedova. Mi dice che il mondo è popolato da ingrati e che è pefettamente inutile che io mi dia tanto da fare per fornire un servizio quantomeno decente. “Quando morirai …”, tuona ogni volta che finiamo sull’argomento “… nessun condomino verrà a ringraziarti sulla tomba per aver chiuso bene un rendiconto o per aver risolto loro un sinistro incasinato”.

“Ricordati sempre che sei un amministratore di condominio e che, quindi, qualsiasi cosa tu faccia non servirà a far cambiare il parere che siete tutti ladri, che dovete fare quattro cose in croce chiedendo compensi da usurai”.

Mi sa che Susanna ha capito molto più di me nell’ultimo anno di quanto io non abbia fatto in vent’anni di “onorata” carriera. Un tempo non era così. Un tempo, quando mio nonno era trentenne, per strada ci si salutava togliendosi il cappello. Oggi devo stare attento ad attraversare la strada sulle strisce pedonali.

Ladri che applicano compensi da usurai, dice Susanna.

“Siamo tutti proletari con Partita IVA, altro che ladri usurai”.

E se cominciassi a fare come Carlo? Mi dice sempre che lui è felice, eppure fa il mio stesso lavoro e lo fa da più tempo di me, gestisce più condominii e si gode la vita molto più di quanto potrei fare io in pensione. Mi dice sempre che devo aprire la mente, frequentare corsi di formazione sulla vendita, sulla comunicazione, sui modelli di business, sul marketing e sulla crescita personale.

Tutto questo ad integrazione della mia formazione tecnico-giuridico-normativa che è già di buon livello; in effetti non devo diventare un avvocato, ma devo sapere come organizzare al meglio il mio lavoro e quello del mio staff. Devo capire veramente, nel dettaglio, quanti costi sostengo e quanto è l’utile netto.

Possibile che non faccio altro che lavorare e mi manca sempre il tempo per le cose importanti? Sono diventato un risolutore di problemi altrui, ma i miei chi li risolve se non lo faccio io?

A volte mi sembra che non serva a nulla continuare a sperare, altre volte, invece, basta un complimento inaspettato per rimettermi di buon umore e continuare a pensare di potercela fare in un modo o in un altro. Quale, mi domando io!

Mentre penso alle parole di Carlo, che mi fanno sentire già un po’ meglio, mi giro per iniziare a lavorare e trovo sulla scrivania questo messaggio:

Non posso e non voglio continuare a piangermi addosso, a pensare in negativo, a farmi contaminare dagli altri, a non pensare anche ai lati positivi che il mio lavoro mi offre. Siamo in un’epoca in cui tutti vogliono fare gli amministratori di condominio, un motivo ci sarà.

Sono le otto e mezza. Gino ha appena finito di sfornare una teglia di cornetti ancora fumanti.

“Fammi un caffè doppio, Gino, che oggi mi mangio anche due brioches”.

“Cos’è, Mario, sei impazzito? Non mangi mai le mie brioches strepitose. Festeggi qualcosa?”

“Si. Ho appena finito di parlare al telefono con Carlo e sento già che la mia vita sta cambiando”.

“Dirò a Carlo di chiamarti più spesso, così a fine anno mi compro il cellulare nuovo con le brioches che ti venderò .. ah ah ah”.

L’aria fresca di una mattina estiva dopo un temporale notturno fa sembrare tutto più bello ed io mi sento già al settimo cielo.

Ora vado … VOGLIO METTERE IN PISTA IL MIO STUDIO!

VADO AD ISCRIVERMI AL CORSO REVOLUTION 2019

Se vuoi scoprire come mi sentivo io quando facevo l’amministratore di condominio, ti suggerisco di leggere questo mio post  di due anni fa https://www.amministratoreevoluto.com/il-tempo-passa-e-lamministratore-si-scassa/ 

– Mario Tura De Marco

Scrivi qui un commento
  1. Avatar

    Caro Mario, la tua fotografia della ns professione è ben scattata; qualche piccola variazione qua e la ma di certo il fotomodello è quello. Come sai vengo da un mondo aziendale totalmente diverso e da subito ho individuato l’area dell’Amministratore e delle Professioni in genere uno spazio statico, lento, chiuso, vecchio, privo di iniziativa (guai a modificare qualcosa e qualcuno). Mi dirai perchè ci sei finito e soprattutto perchè ci rimani ? Non è di certo qui il punto e tanto meno la mia situazione personale; nel contempo sto cercando di organizzare lo studio con i colleghi prendendo dal passato e anche dai tuoi spunti che ho apprezzato in lettura e dagli incontri avuto. Ho un condomino nell’ufficio a fianco ma ho preferito risponderti a caldo, aspetterà … credo serve insistere sul Metodo tanto Metodo e Processi, le grandi imprese sono fatte da piccole organiche decisioni, pescando dalla tecnologia ancora troppo poca per il settore, ipotizzando di avere 300 Condominii, 12 collaboratori e un call center da gestire, prima che la mente ci abbandoni ! Continua ad importunarci, come quando entrano in ufficio ragazzi di colore; al momento sbotti e in bergamasco dici “ancora qua ! (amò che !)”,ma poi un sorriso te lo regalano sempre. Ciao Arrivooooooooooo

    • Mario Tura De Marco

      Ciao Giuseppe e grazie per aver risposto a questo articolo.
      Pota, come sai la vita dell’amministratore di condominio è veramente dura e, francamente, alla domanda “Perché rimani nel mondo del condominio?” la risposta è semplice: tu sei un folle ed io pure; ho smesso di amministrare condominii ben anni fa, eppure, come vedi sono ancora in questo folle e variegato mondo.
      Per fare l’amministratore di condominio un po’ folle lo devi essere e a questo devi aggiungere anche l’essere duro e puro come un muratore bergamasco che si alza alle quattro di mattina per raggiungere Milano e lavorare 12 ore prima di far rientro a casa.
      Come puoi immaginare, la mia capacità di stare su un palco, mi darebbe altre possibilità, in altri ambiti, con altre platee, ma, ho i millesimi sottopelle 🙂
      So bene quanto sia vecchio il mondo del condominio, hai visto come cerco, nel mio piccolo, di contribuire a svecchiarlo, ma ti garantisco che l’ostacolo maggiore che trovo nel fare il mio lavoro è l’amministratore.
      E’ un paradosso che colui che ha maggior bisogno di uscire dagli schemi, faccia di tutto per rimanerci; la Zona di Comfort è una brutta bestia perché porta le persone a pensare che pur non essendo soddisfatte della propria vita, preferiscono non cambiare nulla perchè potrà pure fare schifo, ma so come muovermi per sopravvivere.
      Manca una visione sul futuro, manca la voglia di chiedere di più alla vita e farsi il mazzo, manca autostima.
      Ti vedrò a Milano il 15 e il 16 novembre a Milano per il Corso Revolution 2019? Spero proprio di si perché tratteremo diversi argomenti che rientrano in quegli “attrezzi” che ogni amministratore di condominio contemporaneo deve avere per non soccombere, quelle cose che riporti nel tuo commento, nella speranza che i Clienti possano comprendere cosa voglia dire approcciare il mercato con METODO e, al momento, mi pare di capire che solo Amministratore Evoluto® ne abbia uno efficace da proporre nel mondo della formazione a voi rivolta.
      Sia che ti vedrò o meno ti ringrazio nuovamente per questo tuo commento e ti faccio un in bocca al lupo per la TUA RIVOLUZIONE.
      Mario

  2. Avatar

    Caro Mario,
    condivido e conosco bene il contenuto del post… magari non cosi messi male, ma ci siamo passati tutti da situazioni simili. Purtroppo è il nostro lavoro, e le cattive abitudini, come per esempio il prendersi a cuore le questioni, diventare un risolutore di problemi, considerare tutto urgente, era, e per altri lo è ancora, una caratteristica del buon amministratore: più eri coinvolto e incasinato e più ti sentivi utile ed eri convinto di apparire come il salvatore agli occhi dei tuoi condomini. Per anni è stato forse vero perché nel mio caso specifico, il geometra-amministratore, si occupava davvero di tutto, anche delle questioni personali; dall’altra parte però, c’era più rispetto delle competenze, non c’era Google e i condomini erano più umili e rispettosi. In questa situazione esistevano, in ogni caso, amministratori disonesti che approfittavano della buona fede e dell’ignoranza, in materia di condominio, dei condomini. Oggi fortunatamente molti condomini sono più colti sono più informati, hanno strumenti di verifica e controllo che possono mettere in difficoltà l’amministratore disonesto o impreparato. Io non ho difficoltà ad ammetterlo, in quanto i corsi di formazione, l’onesta come punto fermo e la formazione continua, la tua compresa, mi hanno permesso di stare al passo e di migliorare tutti i servizi offerti ai miei condomini; oggi mi sento un passo avanti a miei condomini perché non sono più un amministratore sono un libero professionista che si occupa di gestire un condominio su più fronti: l’ultimo dei miei pensieri è la contabilità, per alcuni un cavallo di battaglia. Ci sono amministratori che pubblicizzano contabilità trasparente ed onesta..!! Incredibile ! non è un plus ma un obbligo ! L’amministratore oggi dovrebbe occuparsi di garantire ai condomini la regolarità rispetto alle leggi vigenti e soprattutto fare di tutto per mantenere alto il valore dell’investimento che ogni singolo condomino ha fatto, comprando casa. Se imparassimo a gestire bene, a delegare e organizzare con pianificazione e metodo, riusciremmo a dormire di notte, a goderci la vita e a lavorare meno di 200 giorni all’anno, applicando tariffe interessanti dando una “consulenza” cucita su misura per ogni condominio, diventando quella figura nuova di amministratore che dovrebbe essere un mix tra: un bravo amministratore, un buon contabile, un ottimo consulente, un comunicatore, un professionista, un manager, un imprenditore. Io oggi sto bene, anche grazie a qualche tuo consiglio, ho consapevolezza dei miei limiti, però la rendita dei miei condomini è uguale a quella di alcuni colleghi(amici) che per arrivare allo stesso importo hanno il doppio degli stabili. dedico poco tempo allo studio e molto di più ai sopralluoghi, vivo in condominio, giro, chiacchiero, incontro i miei condomini, chiedo informazioni generali, mi vedono spesso ma mi sentono molto meno di prima. Sono un professionista e risolvo i problemi, ma non come prima: oggi li risolvo con un altra giacca, con quella del professionista che si occupa del condominio a 360 gradi. Potrebbe sembrare uguale a prima ma ti assicuro che non è così.
    Ho acquisito più condomini negli ultimi due mesi che nel 2018 ! e il tempo libero non manca.
    Ogni anno cerco di lavorare uno/due giorni in meno dell’anno precedente.

    • Mario Tura De Marco

      Caro Raoul grazie di cuore per questo tuo commento articolato.
      La tua storia racconta di un’evoluzione che ti ha portato dallo svolgere lo stesso lavoro con un nuovo atteggiamento mentale.
      Il voler essere onnipresente, perennemente indaffarato, alias incasinato, il correre sempre dietro a tutto e a tutti, in realtà non è niente altro che carenza di autostima. Si avverte il bisogno di tenersi impegnati per sentirsi OK e si arriva a pensare che così facendo nessuno possa dire che non ci si stia impegnando.
      Per ottenere quello che hai ottenuto tu bisogna mettere il Cliente al centro del proprio business, formarsi in tutti gli ambiti non solo in temi tecnico-giuridico-normativi, e poi avere a cuore la propria vita. Quando acquisici una NUOVA VISIONE, questa produce una NUOVA CREDENZA, che procduce un NUOVO ATTEGGIAMENTO MENTALE, che produce un NUOVO MODO DI AGIRE e, infine, restituisce un NUOVI RISULTATI, tra cui una NUOVA VITA PRIVATA e PROFESSIONALE.
      Il fatto che ti proponi a compensi più elevati rispetto ai concorrenti ti fa capire che il vecchio pensiero legato al “meno costo più guadagno” lo hai strasuperato.
      Chi è ancora incastrato nella logica della concorrenza sleale, non riesce ancora a comprendere che l’unica possibilità per uscire dalle sabbie mobili è contare sulla capacità che ognuno di noi ha nel porsi sul mercato con una proposta differenziante, bisogna solo capire quale. Tu l’hai capita e sei tornato a vivere. Bravo.
      Ci vediamo a Milano il prossimo 15 e 16 novembre; complimenti per aver scelto di occupare un posto nelle prime file.
      Grazie, grazie, grazie.
      Mario

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>